Bollette di 28 giorni: regalo del Tar alle compagnie telefoniche

La storia delle bollette telefoniche a 28 giorni si arricchisce ogni giorno di nuovi particolari. E mentre si attende per i primi di luglio un giudizio definitivo da parte del Consiglio di Stato, oggi arriva un regalo del Tar alle compagnie telefoniche.

Il 17 dicembre del 2017 l’Autorità per le Comunicazioni decide la sua prima sanzione contro le quattro società (Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb) responsabili di averci spedito le fatture ogni 28 giorni – dunque 13 volte in un anno – invece di rispettare il normale calendario solare.

I tecnici dell’Autorità pensano che la sanzione possa arrivare a un massimo di 580 mila euro (come prevede l’articolo 98 comma 16 del Codice delle Comunicazioni). Poi però si convincono che la somma può essere raddoppiata fino a un milione 160 mila euro, qualora l’Autorità applichi la nuova legge sulla Concorrenza, in vigore dal 29 agosto del 2017. Quindi la multa comminata è di un milione 160 mila euro. La cifra è comunque modesta, rispetto agli incassi miliardari che le società della telefonia e di Internet hanno ottenuto grazie alla fatturazione accelerata, ogni 28 giorni.

Ora, però, un anno e mezzo dopo, la stessa Autorità è costretta a tornare sui suoi passi e a dimezzare la ammenda che – da un milione 160 mila euro – si riduce a 560 mila.

L’Autorità è costretta a questo super-sconto da una sentenza del Tar del Lazio, cui le società della telefonia si sono appellate. Il Tar sostiene che le società devono essere multate, è vero. Il loro errore però si sarebbe consumato prima dell’entrata in vigore della nuova legge sulla Concorrenza che permetteva il raddoppio della sanzione.

Il Tar, quindi, considera legittima una multa da 580 mila euro mentre non accetta il suo raddoppio a un milione 160 mila euro. E l’Autorità deve adeguarsi

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