Winelivery cresce e pensa alla Borsa

Winelivery, l’app per bere grazie alla quale si possono ricevere al proprio domicilio i migliori vini, birre e drink, è entrata nel suo quinto anno di attività sulla scia di un 2019 in forte crescita. Il fatturato si è attestato a 1,45 milioni di euro con una crescita del 272% rispetto al 2018. Cresce il B2C, con più di 100.000 bottiglie consegnate e un +350% di app scaricate. Il 2019 ha visto anche la crescita in termini di espansione geografica: 9 città si sono aggregate, da Formentera (apertura prettamente estiva) fino a Catania, passando per Roma, Napoli, Prato, Firenze, Rimini, Cagliari e Milano Nord, portando a 13 totali quelle in cui sfrecciano le bottiglie di Winelivery. E in questo 2020 l’azienda ha in progetto di arrivare entro fine anno ad avere 25 città attive in Italia ponendo le basi per affrontare il test del mercato estero: la decisione verrà presa nel secondo semestre e, in lizza, ci sono Parigi e Monaco di Baviera. 

Il 2019 è stato un anno importante anche dal punto di vista finanziario con un round pre-ipo, un’operazione privata conclusasi a fine dicembre 2019 con la raccolta di 1,5 milioni di euro grazie al contributo degli attuali soci e all’entrata di player istituzionali come Gdi, Gellify digital investments che ha creduto nel modello di business dell’azienda tesa a diventare il primo specialista nella comunicazione digitale integrata nel mondo del beverage. Basti dire che, con oltre 160.000 app scaricate, Winelivery è diventata la prima rete di comunicazione e distribuzione integrata nel verticale del wine & beverage. 

La quotazione è il prossimo obiettivo di Winelivery, che conta già oltre 570 soci: il cammino verso il listing è partito il 20 giugno 2019 con l’ingresso nel programma Elite di Borsa italiana. 

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