Coronavirus, la solidarietà delle aziende

Mentre si rafforzano le misure per fronteggiare l’epidemia di Covid-19 estse da oggi a tutta Italia, si moltiplicano ancxhe i gesti di solidarietà , da quelle dei cittadini comuni a quelli delle aziende.

In primo piano il mondo della moda e quello della Grade Distribuzione. 

Per quanto riguarda le Case del fashion  Giorgio Armani ha donato 1 milione e 250 mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei tumori di Milano, oltre che al Lazzaro Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della protezione civile.

Bulgari ha permesso l’acquisto di un nuovo microscopio di ultima generazione all’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma.

Dolce&Gabbana ha invece donato fondi all’Humanitas university per sostenere uno studio coordinato dai professori Alberto Mantovani e Cecilia Garlanda mirato a chiarire le risposte del sistema immunitario al virus nato in Cina. Il progetto finanziato da Dolce&Gabbana, che si avvale anche della collaborazione con i virologi Elisa Vicenzi e Massimo Clementi dell’Università vita-salute 

Lvmh ha donato 2,3 milioni di dollari (circa 2 milioni di euro) alla Croce rossa cinese per rispondere alla carenza di forniture mediche a Wuhan, epicentro della malattia. Ammonta a 1,08 milioni di dollari (circa 983 mila euro), invece la donazione di Kering e a 720 mila dollari (628 mila euro) quella di L’Oréal, entrambe finalizzate all’acquisto di forniture mediche come mascherine, occhiali e indumenti protettivi.

Estée Lauder e Shiseido hanno donato rispettivamente 290 mila dollari (253 mila euro) e 140 mila dollari (122 mila euro).

La Acquaflex, azienda del milanese, produrrà gratuitamente 20 mila flaconi detergenti da destinare alla Croce Rossa e ad alcuni Comuni. AngeliniPharma, la casa farmaceutica dell’Amuchina, ha messo a disposizione di Lombardia e Veneto 40 mila flaconi di gel.

Unicredit ha donato alla Protezione civile due milioni di euro per l’acquisto di mascherine, materiale sanitario e dispositivi medici. Molte aziende hanno scelto di donare mascherine alla Protezione Civile o ai Comuni più colpiti dal coronavirus: si va dall’Eni alla Farmac Zabban di Casalecchio di Reno. Un importante quantitativo di mascherine è arrivato anche dal colosso della telefonia cinese Xiaomi: “È la dimostrazione tangibile che ci sentiamo parte integrante di questo Paese”, ha detto un portavoce. Con lo stesso spirito sono moltissime le comunità cinesi in Italia, da Palermo a Prato a Milano, che hanno donato mascherine o dispositivi medici. La comunità di Milano ha offerto anche tamponi ad alta precisione prodotti a Wenxzhou, da dove proviene l’80% dei cinesi residenti in Lombardia, quella di Prato anche una macchina per la sanificazione degli ambienti. Mascherine anche dall’Unione delle scuole cinesi di Milano.

1 Response

  1. TODA LA FUERZA Y LA ESPERANZA AL PUEBLO ITALIANO PARA QUE SE RECUPERE PRONTO DE ESTA PANDEMIA QUE ORIGINA TANTAS MUERTES…

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