L’ANTITRUST DICE NO AI VAUCHER PER I RIMBORSI VACANZE

L’Antitrust boccia i vaucher per le vacanze ideati dal ministro Franceschini. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato respinge le soluzioni del Governo, che tendono a dare una mano alle agenzie di viaggio in crisi e, a seguito delle «numerose lamentele ricevute negli ultimi mesi da parte dei consumatori», è intervenuta per segnalare al Parlamento e allo stesso Governo l’irregolarità della norma (contenuta l’articolo 88 bis della legge 27 del 2020, quella che ha cioè convertito in legge il Cura Italia) che «consente agli operatori del settore turistico di emettere un voucher, in luogo del rimborso». L’Antitrust, di fatto, boccia i voucher come unico strumento di rimborso per tutti i voli cancellati a causa del Coronavirus. 

La compensazione, valida per risarcire viaggi, voli e hotel cancellati, secondo quanto stabilisce la normativa ora in vigore «può sostituire il rimborso senza la necessità di un’apposita accettazione da parte del consumatore». Nella segnalazione al Paramento e al Governo l’Autorità ha evidenziato invece che la norma «si pone in contrasto con la vigente normativa europea, che nel caso di cancellazione per circostanze inevitabili e straordinarie, prevede il diritto del consumatore ad ottenere un rimborso». La posizione assunta dalla Commissione europea nella raccomandazione del 13 maggio 2020, evidenziava percò che  che l’operatore può legittimamente offrire un buono, ma a condizione che i viaggiatori non siano privati del diritto al rimborso in denaro».

Secondo l’Autorità la legge italiana è in contrasto con la normativa europea, che prevede – in questi casi – possibilità di scelta tra rimborso e voucher. E a rinforzo della sua tesi ricorda come la stessa Commissione europea, pochi giorni fa avesse inviato ad alcuni Stati membri (tra i quali l’Italia) la raccomandazione di non imporre i voucher, ma di rispettare la possibilità di scelta.

L’Autorità offre comunque una via d’uscita a Governo e agenzie: i clienti possono accettare i voucher, ma devono essere vantaggiosi. Devono essere assicurati rispetto al rischio di fallimento dei tour operator o dei vettori aerei e devono poter essere cedibili a terzi. E, infine, devono essere rimborsabili in denaro se poi non vengono utilizzati entro la scadenza.

«Ora il ministro Franceschini deve dimettersi, assumendo le sue responsabilità, essendo l’ideatore dell’operazione voucher» dichiara senza mezzi Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (Unc).  «Chiedendo ai consumatori di svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare le imprese di viaggi e vacanze, ha danneggiato lo stesso settore turistico, visto che nessuno prenota oggi le vacanze non avendo né la certezza di poter raggiungere il luogo di villeggiatura, né, in caso di annullamento del pacchetto turistico, di poter riavere i soldi spesi, ma solo un voucher» prosegue Dona.

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