LA GENIALE IDEA DI COLAO & C: TASSA SUI PRELIEVI BANCOMAT

La task force in materia Economica e Sociale, guidato da Vittorio Colao, ha partorito il piano di rilancio dell’Italia. E che piano!

Ma sofferimamoci su un aspetto, che riguarda tutti i cittadini, ben nascosto nella pagine del rapporto consegnato al Governo.

Nel capitolo dedicato a «Imprese e Lavoro, motore dell’Economia», c’è il paragrafo «Passaggio a pagamenti elettronici» in cui testualmente sono stati vergati i seguenti punti: Incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici (PA, esercizi commerciali e soprattutto servizi e prestazioni) tramite deduzioni/detrazioni dall’IRPEF, lotterie instant win, credito d’imposta per gli esercenti e accordi con il sistema bancario per riduzione delle commissioni; Rendere effettive ed eventualmente inasprire le sanzioni per gli esercizi commerciali e servizi privi di POS o con POS non funzionante; Scoraggiare l’uso del contante per ammontanti rilevanti attraverso la riduzione dei limiti ai pagamenti in contanti nonché disincentivi al ritiro e all’utilizzo degli stessi (ad es. anticipo fiscale a valere sui prelievi di contante).

Ma che significa anticipo fiscale sui prelievi?  In parole povere vuol dire tassare, penalizzare, punire, chi oserà fare un prelievo bancomat. 

Per scoraggiare l’uso del contante, infatti, nel documento si parla di ridurre i limiti ai pagamenti in contanti e disincentivare il ritiro e l’utilizzo degli stessi. In che modo? Ad esempio con l’anticipo fiscale sui prelievi di contante al bancomat superiori a una certa cifra. Colao lo scrive in modo generico, proponendo di abbassare le soglie di legge per l’utilizzo del denaro contante, chiedendo al contempo alla Ue di mettere fuori corso le banconote da 200 e 500 euro. E poi di stabilire «disincentivi al ritiro e all’utilizzo dei contanti, ad esempio con un anticipo fiscale a valere sui prelievi di contante».

Il resto del rapporto Colao propone obiettivi generali e altri cinque macro settori oltre a quello già citato: Infrastrutture e Ambiente; Turismo, Arte e Cultura; Pubblica Amministrazione; Istruzione, Ricerca e Competenze; Individui e Famiglie. Tre gli obiettivi trasversali del documento, che compaiono sulla copertina del testo: «Digitalizzazione e innovazione; rivoluzione verde; parità di genere e inclusione». Ciascuno dei sei settori ha sottocapitoli e un obiettivo. Le fonti di funding si dividono in «principalmente pubblico», «principalmente privato» e «no funding». «Un’Italia più forte, resiliente ed equa» Imprese e lavoro come «motore dell’economia». Infrastrutture e ambiente come «volano del rilancio». Turismo arte e cultura come «brand del Paese». Una Pubblica amministrazione «alleata dei cittadini e imprese».

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