La crisi ucraina fa schizzare i prezzi del gas

Le tensioni sull’Ucraina continuano a far salire il prezzo del gas che ad Amsterdam raggiunge gli 83,5 euro MWh con un rialzo del 4,34%.
A Londra oltrepassa i 200 penny (+5,8%) per Mmbtu, l’unità termica britannica equivalente a 28,26 metri cubi.

Sulla base di questa nuova situazione il caro bollette non è destinato a terminare a breve. Secondo i dati forniti dall’autorità per l’energia Arera, nel primo trimestre 2022, l’energia elettrica ha fatto registrare un aumento del 131% rispetto ai primi tre mesi del 2021 e il gas naturale del 94%. Il Governo è corso ai ripari per cercare di contenere i prezzi delle bollette, varando un nuovo decreto con misure a sostegno di famiglie e imprese, in aggiunta ai 9,5 miliardi di euro già stanziati negli ultimi mesi per fronteggiare i rincari energetici. Si tratta di 5,8 miliardi di euro messi a disposizione fino alla fine del secondo trimestre di quest’anno.

Per le imprese italiane ci sarebbero 13 miliardi di extra costi a causa dei rincari di energia elettrica e gas rispetto al 2019, soltanto nel primo trimestre di quest’anno, secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. L’intervento del governo per calmierare le bollette, previsto tra i 5 e i 7 miliardi di euro, è considerato insufficiente per dare ossigeno ai settori energivori (come quelli che producono vetro, ceramica, cemento, plastica, produzione di laterizi, la meccanica pesante, alimentare, chimica). Sul fronte dell’energia elettrica, poi, un eventuale blackout è considerato un rischio molto elevato per acciaierie/fonderie, oltre che per le attività che operano nel commercio, in alberghi e ristoranti.

La Borsa di Milano conferma il buon passo dell’avvio con il Ftse Mib che guadagna l’1,2% a 26.364 punti.

Lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 168 punti con il rendimento del decennale italiano sempre sotto il 2% (1,925 per cento) . Sul listino sempre in evidenza Stellantis (+5%) con l’utile triplicato nel primo anno a 13,4 miliardi. Nella galassia bene anche Exor (+2,6%). Soffre invece Cnh Industrial (-3%) dopo il Capital markets day. L’amministratore delegato Scott Wine ha indicato che “una disciplinata strategia di merger and acquisition” sarà uno degli elementi della crescita e ha previsto 20-22 miliardi di dollari di vendite nette al 2024. In evidenza poi Inwit (+2,6%) al centro di un possibile risiko mentre Tim è cedente (-0,45%). Tra gli altri salgono Leonardo (+2,15%), Diasorin (+2,02%) e nel credito Banca Mediolanum (+1,92%) e Fineco (+1,9%) . Deboli Iveco (-0,68%), Pirelli (-0,21%). Marginali Recordati (-0,09%) e Tenaris (-0,05%) . 

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