Cina e Arabia Saudita studiano il petroyuan

Secondo quanto riferisce il  Wall Street Journal  l’Arabia Saudita è in trattative con Pechino per utilizzare lo yuan nella vendita di petrolio alla Cina. 

La novità avrebbe conseguenze notevoli per il mondo del petrolio globale che da sempre usa il dollaro statunitense come moneta ufficiale. Sarebbe l’alleanza tra il maggior importatore di petrolio, la Cina con il più grande esportatore, l’Arabia Saudita con il conseguente passaggio dai petrodollari ai petroyuan.

Ma negli Usa minimizzano. Un funzionario statunitense ha definito l’idea dell’utilizzo dello yuan come moneta ‘petrolifera’ un’ipotesi “non molto probabile” oltre che “volatile e aggressiva”. Il funzionario ha ricordato che i sauditi hanno già provato a lanciare questa idea in passato quando c’era tensione tra Washington e Riad.

Ma i sauditi insistono intenzionati ad andare avanti. “Le dinamiche sono cambiate radicalmente. Le relazioni degli Stati Uniti con i sauditi sono cambiate, la Cina è il più grande importatore mondiale di greggio e sta offrendo molti incentivi redditizi al Regno”, ha affermato un funzionario saudita al quotidiano Usa.  “La Cina ha offerto tutto ciò che si può immaginare a” Riad, ha aggiunto.

Sul piano politico sembra che l’iniziativa di Riad derivi dal fatto che  i sauditi sono diventati sempre più insoddisfatti della relazione con gli Usa. A Riad non non piace la mancanza di sostegno nella guerra civile in Yemen e per il tentativo dell’amministrazione Biden di concludere un accordo con l’Iran sul programma nucleare.

Inoltre, al Regno non è piaciuto per niente il precipitoso ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan lo scorso anno. Ci sono poi le tensioni derivanti dall’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi nel 2018. Durante la campagna elettorale del 2020, Biden ha affermato che il Regno dovrebbe essere considerato un “paria” per l’uccisione di Khashoggi.

Il mese scorso Mohammed bin Salman, che secondo l’intelligence statunitense ha ordinato l’omicidio del giornalista, ha rifiutato di partecipare a una telefonata tra Biden e il sovrano saudita, re Salman.

In ogni caso i sauditi hanno ancora in programma di fare la maggior parte delle transazioni petrolifere in dollari ma la mossa potrebbe indurre altri produttori a valutare anche le loro esportazioni alla Cina in yuan. Gli altri grandi fornitori di greggio di Pechino sono la Russia, l’Angola e l’Iraq.

La mossa saudita potrebbe comunque a intaccare la supremazia del dollaro Usa nel sistema finanziario internazionale.

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