Ucraina: qualche spiraglio per i colloqui di pace

Volodymyr Zelensky

I colloqui tra Ucraina e Russia per un accordo continuano anche oggi e sembrano ora “più realistici” come ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso pronunciato a notte fonda.

Il capo negoziatore di Kiev, Mykhailo Podolyak, ha parlato di “un processo negoziale molto difficile e crudele” e di “contraddizioni fondamentali”, ma anche di uno “spazio per il compromesso”.

Importante l’ammissione di Zelensky sulla Nato: sulla Nato. “È chiaro che l’Ucraina non è un membro della Nato. Lo capiamo questo. Per anni abbiamo sentito parlare di presunte porte aperte, ma abbiamo sentito dire che non possiamo entrarci. E questo è vero, e dobbiamo ammetterlo. Sono lieto che la nostra gente stia cominciando a capirlo e a fare affidamento su sé stessa e sui nostri partner che ci aiutano”.

Ieri a Kiev i primi ministri di Polonia, Slovenia e Repubblica Ceca e il vice primo ministro polacco, Jaroslaw Kaczynski, che ha proposto di inviare una missione Nato o una missione più ampia in Ucraina. “Serve una missione di mantenimento della pace, della Nato o con una composizione internazionale ancora più ampia, che operi sul territorio dell’Ucraina” per portare aiuti e pace ma che sia “in grado di difendersi”, ha detto il vicepremier dopo l’incontro con Zelensky a Kiev. “Una missione – ha spiegato Kaczynski – che sarà progettata per portare la pace e aiuti umanitari, ma che sarà anche protetta dalle forze appropriate – le forze armate”.

Sul terreno, però, si continua a combattere e su vari fronti. 

Nelle prime ore di questa mattina Mariupol, da giorni sotto assedio da parte delle forze russe, è stata attaccata anche dal mare di Azov. Lo riferisce Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco della cittadina ucraina, precisando che gli attacchi delle navi da guerra vanno ad aggiungersi ai raid aerei. “I primi missili – spiega – sono stati lanciati da una nave vicino a Bilosaraiska Kosa, verso la città”. L’ospedale regionale di Mariupol, inoltre, è sempre occupato dalle forze russe “che costringono i medici a curare i loro feriti” e “usano anche i pazienti come scudo contro i tentativi di riprendere il controllo del nosocomio da parte dei nostri soldati”. 

Le navi russe presenti nel mar Nero hanno iniziato a bombardare le coste vicino alla città di Odessa, la terza più grande dell’Ucraina e principale porto del paese. Sono stati lanciati razzi e sono stati sparati colpi di artiglieria. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Giornale