La Cia informò Zelensky dei piani di Putin

Mesi prima dell’invasione russa in Ucraina, il capo della Cia, William Burns, avrebbe intrapreso due missioni top secret: nella prima avrebbe avvisato Vladimir Putin che, qualora se avesse attaccato l’Ucraina, l’Occidente avrebbe risposto con dure sanzioni; nella seconda avrebbe rivelato a Volodymyr Zelensky i piani del Cremlino, fornendo informazioni fondamentali per sventare il blitz nell’aeroporto della capitale. 

A sostenerlo è il Wall Street Journal secondo cui la Cia avrebbe avuto un ruolo cruciale nella crisi ucraina almeno in due episodi: il primo all’inizio dello scorso novembre, quando avrebbe chiamato Vladimir Putin al telefono, grazie a una linea criptata, per chiedergli di non proseguire con il suo piano di invadere l’Ucraina e Putin avrebbe risposto di non voler arrivare a Kiev, ma anche sottolineato che l’Ucraina non è un Paese reale, ma solo una decisione politica di Lenin. 

Il secondo episodio a gennaio, quando avrebbe svelato a Zelensky il piano di Mosca di prendere possesso dell’aeroporto di Hostomel a nord della capitale per accerchiarla, facendo sbarcare i paracadutisti per prendere Kiev e “decapitare” il Governo.

Inoltre, sembrerebbe che la Russia sperasse in aiuti da porzioni dell’esercito ucraino, cosa che non è accaduta. 

Dalle ricostruzioni emergerebbe anche che, nei primi giorni del conflitto, gli Stati Uniti avrebbero offerto una via di fuga al presidente Zelensky che  avrebbe però scelto di restare. Il 26 febbraio, riporta l’Associated Press, Zelensky avrebbe detto a Washington: “La battaglia è qui. Mi servono munizioni, non un passaggio”.

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