Assalto finale a Mariupol

Nel 55esimo giorno di guerra tra Ucraina e Russia si intensifica la battaglia per la conquista del Donbass. È iniziato l’assalto all’Azovstal, l’acciaieria di Mariupol dove sono asserragliati assieme ai militari ucraini almeno mille civili. ”I nazionalisti dell’Azovstal a Mariupol” non hanno deposto le armi e non si sono arresi. Ma l’obiettivo delle milizie popolari filo-russe è quello di ”liberare il prima possibile” l’acciaieria, ha detto il leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, secondo il quale nello stabilimento potrebbero essere presenti anche mercenari provenienti dagli Stati Uniti, dal Canada e dalla Romania.

“Tenendo conto della situazione catastrofica presso l’impianto metallurgico Azovstal”, a Mariupol, le forze armate russe “guidate da principi puramente umani” rinnovano l’ordine “ai militanti dei battaglioni nazionalisti e ai mercenari stranieri” di deporre le armi e dichiarare il cessate il fuoco dalle 12:00 (ora di Mosca) del 19 aprile . “A tutti coloro che depongono le armi è garantita la conservazione della vita”, si legge in una nota del ministero della Difesa della Federazione russa.

Dal canto suo Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, denuncia che i russi starebbero prendendo di mira anche le aree residenziali intorno allo stabilimento. Invece di concentrarsi sull’impianto, che funge da roccaforte dei restanti difensori ucraini della città, i russi avrebbero colpito i quartieri residenziali.

Nella notte le sirene hanno suonato in quasi tutto il Paese. Diverse esplosioni sono state sentite a Mykolaiv, a est di Odessa, mentre tre persone sono state uccise e 15 ferite, tra cui un 14enne, nel bombardamento della città di Kharkiv, secondo funzionari ucraini. “I missili sono caduti proprio davanti alle case, nei parchi giochi per bambini e vicino ai centri di aiuto umanitario”, ha detto il governatore della regione, Oleh Syneyhubov, che ha accusato l’esercito russo di aver attaccato i civili.

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