L’Ue rivede il Pil italiano in netto ribasso

La commissione europea ha nettamente rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica di Italia e eurozona.
Per quest’anno l’esecutivo comunitario pronostica una crescita del Pil della penisola del 2,4%, cui dovrebbe seguire un più 1,9% nel 2023. Nelle stime dello scorso autunno indicava più 4,3% nel 2022 e più 2,3% nel 2023.
Per l’area euro ora indica più 2,7% nel 2022 e più 2,3% nel 2023, a fronte dei precedenti +4,3% e +2,4%. Contestualmente, nelle previsioni economiche di primavera, la Commissione ha nettamente rivisto al rialzo le attese di inflazione.
A causa dell’attuale contesto geopolitico “le prospettive restano soggette a pronunciati rischi al ribasso”. Inoltre, secondo la Commissione Ue, L’Italia, in quanto “uno dei maggiori importatori di gas naturale russo tra i paesi dell’Ue”, “sarebbe gravemente colpita da brusche interruzioni dell’approvvigionamento”. 
Tuttavia – si legge ancora nelle previsioni economiche di primavera della Commissione Ue – nonostante la guerra in Ucraina, il deficit e il debito “continueranno a calare ma restano alti”. Il deficit italiano, dal 7,2% dell’anno scorso, nel 2022 si attesterà al 5,5% per scendere al 4,3% l’anno successivo. Il debito pubblico, dal 150,8% del 2021, secondo le previsioni europee, calerà al 147,9% quest’anno e al 146,8% nel 2023. “La spesa corrente – si legge – è calata in maniera significativa anche in seguito al graduale abbandono delle misure fiscali legate alla pandemia”. 
   

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