La guerra in Ucraina manna per l’industria bellica Usa

Lanciamissili MLSR

Non passa giorno che Biden non annunci l’invio di nuovi armamenti all’Ucraina per aiutarla nel conflitto scatenato dalla Russia. E il Presidente statunitense ha buon gioco perchè il conflitto va a tutto vantaggio dell’industria bellica Usa. Quindi più dura il conflitto, più si inasprisce e più affari si fanno.
Anche perchè in questa fase non solo gli Stati Uniti vendono armi a Kiev ma anche ad altri Paesi dell’area. A cominciare dalla Polonia che ha appena stanziato 6 miliardi di dollari in carri armati statunitensi, ponti d’assalto ed esplosivi. In particolare si tratta della versione più moderna del carro armato Abrams, di 250 sistemi anti-IED, 26 veicoli di recupero da combattimento M88, 17 ponti d’assalto congiunti, 276 mitragliatrici M2 calibro .50 e migliaia di proiettili e traccianti esplosivi. 

Ma è soprattutto all’Ucraina che vengono inviati sempre nuovi armamenti.

Recentissimo è l’invio di missili MLRS che consentirebbero alla resistenza ucraina di agganciare bersagli collocati a distanze siderali se paragonate a quelle coperte dagli attuali strumenti in mano a Kiev. Basti pensare che il Multiple Launch Rocket System è formato da 12 tubi in grado di sparare razzi da 300 chili con una gittata massima raggiungibile di 300 chilometri. e, dunque, potenzialmente in grado di colpire anche in territorio russo.

Ma chi paga le armi all’Ucraina. In primis gli stessi Stati Uniti, ma poi anche i governi dell’Unione europea e la Gran Bretagna. L’Ue in particolare ha inviato armi per circa due miliardi di dollari e gli Stati uniti per più del doppio.

Ma siamo solo all’inizio. E più il conflitto prosegue, più soldi incassa l’industria bellica, soprattutto americana.

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