RCA: rischio aumenti da inflazione

Nelle assicurazioni auto, Rca, pur riducendosi sia il prezzo medio, oggi pari a 353 euro, sia i differenziali territoriali, “il premio pagato in Italia resta più alto della media dei quattro maggiori paesi europei”.
Le misure, anche normative, adottate negli ultimi dieci anni “hanno consentito di ottenere nel corso del tempo una riduzione dei prezzi del 38 per cento”. L’inflazione, “incidendo in modo sensibile sui prezzi delle riparazioni e dei ricambi, rischia di interrompere il processo”. L’avvertimento arriva dal presidente dell’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), Luigi Federico Signorini, nella sula relazione all’assemblea annuale dell’Istituto. 
Entrando nel dettaglio, per le autovetture, in Italia, il premio medio ammonta a 379 euro (-4,7% sull’anno prima). Sono assicurati 32,5 milioni di veicoli, su cui si registrano 1,7 milioni di sinistri (1,4 milioni nel 2020), per un costo medio di 4.516 euro. Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio ammonta a 249 euro (-3,8%). Sono assicurati 4,2 milioni di veicoli, su cui si registrano 125 mila sinistri (103 mila nel 2020), per un costo medio di 6.761 euro. 

La diffusione della scatola nera, oggi adottata da più del 20 per cento degli automobilisti assicurati, “ha contribuito alla riduzione dei prezzi incentivando l’adozione di comportamenti di guida responsabili: si stima che la scatola nera riduca la sinistrosità di circa il 20 per cento, rendendo così possibile l’applicazione di tariffe più basse per chi l’adotta”. Preoccupa tuttavia, a giudizio di Signorini, “l’emergere di strategie di prezzo che fanno leva sugli elementi di ‘lock in’. Data la sostanziale intrasferibilità tra una compagnia e l’altra dei dati sulle abitudini di guida, per l’assicurato che adotta la scatola nera la probabilità di cambiare compagnia alla scadenza del contratto si riduce di circa il 60 per cento, attenuando la spinta concorrenziale”. 
Stime Ivass, basate su un campione di circa 4 milioni di contratti, sembrano indicare che il maggior tasso di ritenzione dei clienti dotati di scatola nera “agevoli l’adozione da parte delle compagnie di strategie di prezzo basate sull’aumento del premio al crescere degli anni di permanenza”. Se questo fatto fosse confermato, “non potrebbe eludere a lungo l’attenzione dei regolatori. Bisognerebbe mitigare il problema rendendo disponibili e trasferibili da una compagnia all’altra i pochi dati chiave rilevabili dalle scatole nere”, ha aggiunto Signorini. 

Sta per entrare a pieno regime, poi, il preventivatore pubblico, appena pubblicato il regolamento che lo rende obbligatorio per imprese e intermediari. L’obiettivo “è accrescere la concorrenza e l’efficienza del mercato della Rca”. Ivass prevede “un uso attivo da parte degli acquirenti e un’applicazione scrupolosa e fedele da parte dei venditori, imprese e intermediari”, ha concluso il presidente dell’Ivass.

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