Le élite piddine scelgono Schlein

A sorpresa, ma fino a un certo punto, la vittoria di Elly Schlein alle primarie del PD apre nuovi scenari a sinistra e, più in generale, nella politica italiana.
Intanto se Stefano Bonaccini aveva ipotizzato un approccio moderato anche per quanto riguarda i rapporti con il governo, ora la nuova segretaria dice esattamente il contrario e promette battaglia a Giorgia Meloni.

Il Partito democratico “non fa un passo avanti ma dieci”, dice Mattia Santori, capo del movimento delle Sardine e fra i sostenitori della neo-segretaria del Pd. Nuovo volto emergente del partito “Sono stato con Elly Schlein dal primo giorno, posso assicurare che non si è fatta dettare regole da nessuno. Ha ascoltato la base e ha dimostrato al gruppo dirigente che siamo nel 2023 e che finalmente è arrivata la leadership femminile che si aspettava da dieci anni” dice entusiasta alla Stampa. 

Esulta anche l’élite del PD, da Franceschini a Boccia a Del Rio che hanno sostenuto la nuova segretaria.

Ma quali scenari si aprono con la Schlein alla guida del Nazzareno?
Intanto le alleanze. Dovrebbe tramontare ogni ipotesi di accordo con il Terzo Polo mentre verrà privilegiato quello con i 5Stelle qualsiasi cosa questo significhi e possa comportare.

Poi che sarà del PD. A caldo tutti dicono di voler collaborare con la nuova segreteria e, quindi, di non pensare a scissioni. Ma poi è da vedersi.

Certo un ruolo potrebbe averlo Matteo Renzi che avrebbe buon gioco nel raccogliere sotto la sua la protettrice almeno una parte dei delusi e degli scontenti.

Poi c’è l’elettorato. Sarà disponibile ad accettare un così repentino cambiamento? Elly Schlein rappresenta veramente la base elettorale del PD o solo quella parte fatta di èlite, lobby varie, popolo delle ztl?

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